I FALCHETTI PRIMI DELLA CLASSE!
dopo la prova di carattere che i ragazzi della LEONESSA by FORTIS MURGIA hanno oggi offerto, dopo gli inaspettati pareggi di PUTIGNANO e GINOSA, la ..

FORTIS MURGIA COMUNICATO UFFICIALE DEL 31 ..
In merito alle notizie che circolano sulla futura destinazione del titolo sportivo della Fortis Murgia, comunichiamo a tutti gli organi di ..

IL PROGETTO DEL FALCO
Il falco grillaio, piccolo rapace che abita lungo i tetti dei paesi murgiani, e’ stato adottato quale simbolo della FORTIS MURGIA ..

I FALCHETTI PRIMI DELLA CLASSE!
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Città da Visitare

Altamura

Altamura (La Leonessa di Puglia) - Ab. 70.000


 Cenni storici

La città ha origini antichissime e ancora conserva la vestigia pauceta delle Mura Megalitiche datate tra la fine del V secolo e gli inizi del IV sec. a.C.

A partire dal II secolo il centro urbano venne abbandonato per popolare le campagne e i casali creando una serie di piccoli centri agropascolari e autosufficienti.

 La sua rifondazione avvenne nella prima metà del Duecento con Federico Il di Svevia, il quale la dotò anche della splendida cattedrale che sorge proprio al centro dell`abitato, lungo il corso a lui intitolato.

Dopo la morte dell’Imperatore Svevo seguì il dominio degli Angioini; così Altamura divenne feudo di Sparano da Bari, che volle la costruzione della cinta muraria medievale.

Nell’epoca della signoria dei Farnese (1542-1734) la città assunse l’aspetto di un ricco e moderno centro urbano.

Il ‘700 segnò la nascita della regia Università (1748-1811).

Nel 1799 Altamura entrò a far parte della Repubblica Partenopea; grazie alla sua eroica resistenza nei confronti delle truppe del Cardinale Ruffo il regno di Napoli gli riconobbe l’appellativo di “Leonessa di Puglia”.

 

La Cattedrale

Voluta dell’Imperatore Federico II di Svevia come testimonianza della gratitudine verso la città di Altamura per aver contribuito con la salutare aria alla guarigione dei suoi soldati lasciati in convalescenza di ritorno dalla Crociata in Terra Santa fu eretta tra il 1232 e il 1247. Coagulò attorno a sé le abitazioni della comunità latina, disposte lungo vicoli chiusi a budello, mentre quella di rito ortodosso eresse una propria chiesa (San Nicolò dei Greci), circondata da claustri a cortile con arco di ingresso e giardino.
Parzialmente distrutta da un terremoto e ricostruita nel 1316, la cattedrale si caratterizza per le pure linee del romanico pugliese ma risente anche per i geniali suggerimenti federicani, come nel fianco destro, scandito da sette arcate e ornato in seguito da un portale angioino apposto durante la ricostruzione trecentesca. A quest`ultima risale anche la facciata, impreziosita da un rosone di finissima fattura e presidiata da due leoni cinquecenteschi che racchiudono il superbo portale d`ingresso, tre-quattrocentesco, mentre l`interno rivela una veste ottocentesca nella quale si conservano tuttavia i capitelli e alcune sculture dell`edificio originario.

 

I Claustri

Ad Altamura si contano circa 80 claustri, creatisi in seguito ad un processo di aggregazione spontanea delle residenze intorno ad uno spazio aperto e collettivo centrale. Claustro vuol dire “luogo chiuso” e nel centro storico ne esistono sostanzialmente di due tipi: quello di stile greco, caratterizzato da uno slargo tondeggiante con il pozzo generalmente in posizione centrale, e quello di stile arabo, costituito da una piccola strada, stretta e spesso tortuosa, con generalmente in fondo il pozzo per la raccolta e la conservazione delle acque piovane. Il claustro rispondeva all'esigenza della popolazione, ed in particolare delle comunità straniere, di vivere in comunità, e allo stesso tempo garantiva le giuste condizioni di sicurezza nei confronti di eventuali assalitori, che si ritrovavano infatti in un vicolo cieco alla mercè dei difensori.

 

L’Uomo di Altamura

 E’ lo scheletro intero ed integro di una forma arcaica di Homo neanderthalensisscoperto il 7 ottobre 1993 durante alcune attività di ricerca da parte degli speologi del Cars (Cento Altamurano per le Ricerche Speleologiche) e del Vespertilio C.A.I. (Club Alpino Italiano) . La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri.  L’interesse del reperto paleoantropologico Uomo di Altamura deriva da numerosi fattori quali la spettacolarità naturalistica dell’intero complesso rappresentato dalle ossa nell’ambiente carsico che le ha concrezionate, saldandole le une alle altre rendendole assolutamente fisse, la completezza dello scheletro, e le caratteristiche morfologiche richiamate.

 

Il Pulo di Altamura

Nel mezzo dell'altopiano delle Murge, si apre quella che sembra una profonda voragine. Il nome esatto è Pulo, vera e propria dolina di origine carsica, creatasi per il convogliare delle acque piovane proprio in questo punto. 
Si è così creata una depressione di forma più o meno circolare il cui diametro è di circa 500 metri con una profondità massima di 75 metri. Lungo le pareti, in alcuni punti molto ripide, si sono create grotte e anfratti che indicano i diversi livelli di scavo delle acque. Queste grotte rappresentano un vero e proprio patrimonio archeologico perché furono abitate sin dalle età più antiche della preistoria.
Alla base si apre un inghiottitoio, la Grotta del Pulo, profonda 30 metri, visitabile solo da speleologi.

 

Orme dei dinosauri

 In una cava abbandonata è stata scoperta una enorme paleo superficie sulla quale si trovano perfettamente conservate migliaia di impronte (circa 30.000) appartenenti a diverse specie di dinosauri e datate al cretaceo superiore circa 70 milioni di anni fa.

Le orme, opportunamente interpretate, ci aiutano a capire ad esempio se gli animali che le hanno lasciate vivevano in branco o se erano solitari, come curavano la prole, e cosi via. Tracce fossili del genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l'eccellente qualità dello stato di conservazione, il numero elevato e l'altissima biodiversità rendono il sito di Altamura unico al mondo.



Matera

Matera - Ab. 62.000


Città patrimonio dell'Unesco per il valore storico – monumentale dei suoi Sassi, Matera, 60.000 abitati, sorge a 400 m di altitudine sul livello del mare.
Matera è città antichissima e la sua origine si perde nella preistoria. Per il substrato abitativo consistente in grotte scavate nel masso tufaceo è nota come la«città sotterranea» e per la continuità di vita dal paleolitico ai giorni nostri è ritenuta una delle più antiche del mondo.

 

I Sassi di Matera

Nucleo antico della città, oggi quasi interamente disabitati, i Sassi ospitavano circa 15.000 persone fino al 1952, quando una legge dello Stato ne decretava lo sfollamento per motivi igienico - sanitari. La struttura urbana di questi quartieri è davvero unica: scavata nel tufo della Gravina di Matera, è costituita da un intricato avvicendarsi di vicoli e scale, di grotte e palazzetti signorili, di archi e ballatoi, orti e ampie terrazze da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili di chiese ipogee. Incredibile è la stratificazione delle abitazioni servite da sistemi idraulici e cisterne completamente scavate nelle profondità del terreno e capaci di conservare l'acqua fresca e potabile anche nei periodi più caldi. Qui si comprende come l'uomo sia mano a mano risalito dalle grotte-rifugio anteponendovi facciate, costruendo tetti che organizzava in piccoli orti pensili; un condensato storico artistico di spazi ricavati dal tenero tufo, un insieme di relazioni tra individui e tra famiglie, tra abitazioni, strade, chiese, tra l'agglomerato urbano e i campi. Questo habitat rupestre sintetizza la "Storia" intesa come risultato del lavoro umano che media il delicato equilibrio tra uomo e natura; qui l'ingegno ha determinato la sopravvivenza di un'intera comunità in armonia con l'ambiente naturale. 

Gravina in Puglia

Gravina in Puglia - Ab. 44.000

 

Cenni storici

I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico. Tra l’VIII e il IV secolo a.C. Sidion(nome originario della città) conobbe un periodo di floridezza grazie all’intensificarsi dei rapporti con il mondo greco. Conquistata dai romani, prese il nome di Silvium e diventò un importante centro agricolo dal quale passava anche la Via Appia. Fu poi distrutta dai Vandali e gli abitanti furono costretti a rifugiarsi nelle grotte circostanti il territorio avviando il ciclo storico della cosiddetta civiltà rupestre. Dopo le contese dei territori pugliesi in generale fra i Bizantini e Longobardi, la città diventò feudo dei Normanni. Con gli Svevi venne elevata alla dignità di sede della Curia Generale per le Puglie e la Basilicata; fu una città molto amata da Federico II di Svevia (che usava chiamarla “Giardino delle delizie”). Passò poi sotto gli Angioini che istituirono la Fiera di San Giorgio (giunta nel 2010 alla sua 716ª edizione). Successivamente gli Aragonesi delegarono il governo della città alla Famiglia Orsini, un governo che durò dal 1380 fino al 1816, anni durante i quali Gravina seguì le vicende del Regno di Napoli fino all’Unità d’Italia. Essendo una città ad importante vocazione agricola, anche Gravina nel Novecento ha vissuto il drammatico periodo delle lotte contadine.

 

Basilica Cattedrale

Esempio mirabile della cultura locale voluta dai Normanni nel 1092 fu distrutta da un violento terremoto nel 1456 e ricostruita inglobando resti della originaria costruzione romano-gotica.

La chiesa è completamente scolpita nella roccia compreso il monastero che si estende a est. Vi si trovano tracce di affreschi bizantini, e sull’altro lato del torrente "Gravina" è possibile ammirare il complesso rupestre delle "sette camere" abitazioni d’epoca dove gli abitanti avevano dato vita a una vera e propria civiltà, quella denominata "Civiltà Rupestre", intorno all’anno 1000.

Irsina

Irsina - Ab. 7.000

 

Cenni storici

 Irsina è uno dei paesi più antichi della Basilicata, come testimoniano numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano. Dal Medioevo fino al 6 febbraio 1895 il nome del paese era Montepeloso. Per quanto riguarda l’etimologia, sembra che il nome Montepeloso derivi dal greco plusos, che vuol dire terra fertile e ricca, modificato in pilosum dai latini. Fu assediata ed invasa nell'895 dai Saraceni, che nel 988 la distrussero; fu ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno e fu contesa tra i Bizantini ed i Normanni.

 



Cattedrale di Santa Maria Assunta

Costruita nel XIII secolo e rifatta nel 1777, con facciata barocca e campanile a bifore di stile gotico. Al suo interno vi sono una fonte battesimale in marmo rosso e diverse tele di scuola napoletana del XVIII secolo. Sempre all'interno della Cattedrale vi è inoltre la statua marmorea di Sant'Eufemia; l'opera è stata attribuita al Mantegna da Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca provinciale di Bari, con il sostegno di parte della critica tra cui Vittorio Sgarbi, ed è stata esposta alla mostra del Mantegna tenutasi nel  2006 a Mantova. 

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